mercoledì 17 giugno 2015

Piccole donne...Fotografano!

Ciao a tutti! :D
 
Oggi recensisco un libro che volevo leggere da tempo immemorabile (smaltirò mai la pila di non iniziati??Si accettano scommesse xD) ovvero "La storia di una bottega" di Amy Levy!^^



 
 
Come chi conosce la bella casa editrice Jo March (di cui questa è la seconda pubblicazione) già saprà, questa è la prima traduzione in italiano del romanzo della sfortunata poetessa inglese, del tutto sconosciuta in Italia, Amy Levy.
Protagoniste di Romance of a shop (questo il titolo originale) sono le quattro sorelle Lorimer che, rimaste orfane e quasi del tutto prive di mezzi, decidono di sfuggire al destino comune alle donne nelle loro condizioni- che le vorrebbe in cerca di un marito o a elemosinare la carità di alcuni parenti- e di continuare l'attività di fotografe già condotta insieme al padre, aprendo una loro bottega.
Incredibile come, nel numero e nel carattere, ricordino quattro ben più famose sorelle della Letteratura: le sorelle March di Piccole Donne!^^
Infatti la maggiore, Fan, con il suo essere "casalinga" e con i piedi per terra ricorda molto la celebre Meg; la secondogenita, Gertrude, con la sua vocazione letteraria, l'indipendenza e l'inventiva ricorda Jo; la terzogenita Lucy, con la sua calma e maturità fa venire in mente la dolce Beth e per finire la vivace e graziosa Phyllis non può non ricordare la civettuola Amy!
Ma le analogie tra le Lorimer e le March non finiscono qui: anche nel libro della Levy, come in quello della Alcott, si avverte lo spirito femminista e indipendente dell'autrice, che rende le sue eroine piene di voglia di fare, incuranti dei pregiudizi del loro tempo (incarnati da un'austera zia) e del tutto determinate a costruire autonomamente il loro futuro.
 
Un libro delizioso dunque, dalle tematiche femministe a me sempre molto care e con alcune riflessioni sono profonde al limite del lirismo:
 
"Gertrude, come sappiamo, aveva intrapreso la strada della poesia. Possedeva un cuore ribelle che urlava, talvolta in maniera davvero inopportuna, per la felicità.
E ora, mentre beveva alla meravigliosa fonte di quel mattino d'aprile, si scopriva improvvisamente assalita e oppressa da un'estasi senza nome, una bramosia estrema, fatta per metà di speranza e per metà di disperazione. Dolore, fatica: cos'aveva a che fare con loro?
 
Amo tutte le cose che tu ami,
Spirito della gioia!
 
Gridarono le voci dentro di lei, all'unisono"
 
 
Tuttavia non posso dire che mi abbia soddisfatta al 100%: i personaggi sono poco approfonditi (soprattutto quelli maschili) e le vicende scivolano via veloci, appena accennate...si ha dunque la costante impressione, durante la lettura, di trovarsi di fronte al romanzo acerbo di una poetessa che ha provato a diventare romanziera con risultati non strepitosi: fosse stato anche solo un po' più approfondito sarebbe stato un capolavoro. Il finale poi è piuttosto affrettato anche se a mio parere nient'affatto "stonato" rispetto al contesto, come avevo letto in alcune recensioni: Amy Levy doveva essere una donna infelice e assetata d'amore, e credo abbia voluto dare alle sue eroine cartacee una parte della felicità che lei non poteva vivere in prima persona.
 
Vi segnalo anche una delle sue poesie, che mi ha colpita davvero molto...non mi sono azzardata a tradurla, ma mi sembra semplice da comprendere anche per chi mastica solo un po' l'inglese xD Spero che qualcuno (chissà magari proprio la Jo March ^^) riscopra Amy anche in veste di poetessa regalandoci una bella edizione delle sue poesie! :D
 
 
 
Oh, is it Love?
 
O is it Love or is it Fame,
   This thing for which I sigh?
Or has it then no earthly name
   For men to call it by?

I know not what can ease my pains,
   Nor what it is I wish;
The passion at my heart-strings strains
   Like a tiger in a leash.
 
 

 Voto: 7/10


Ecco il sito della bella casa editrice che lo ha pubblicato:

Jo March Agenzia Letteraria



A presto, buone letture a tutti! :D

8 commenti:

  1. Ciao!
    Il libro sembra carino, ma ho finito da poco di leggere sia piccole donne che piccole donne crescono, e per ora ne ho abbastanza. XD
    Questo perché hai detto di riscontrare una forte somiglianza.
    Magari più in là.

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    1. Ciao! :D Si credo che Amy Levy abbia voluto omaggiare la Alcott, ma direi che rispetto a Piccole donne questo è molto più semplice e "leggero", si legge molto velocemente ^^ Ti consiglio di proseguire il ciclo delle Piccole Donne con "Piccoli uomini" e "I ragazzi di Jo": sono poco conosciuti ma molto, molto belli! *_*

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    2. Si, sicuramente lo farò. Ma per ora voglio prendermi un po' di pausa dalla Alcott, o almeno dalle sorelle March.
      Piccole donne mi è piaciuto, però (forse ho commesso l'errore di leggere il seguito immediatamente dopo) Piccole donne crescono, mi ha deluso.
      La lettura è iniziata bene, ma man mano che proseguivo, ho iniziato a mal sopportare tutti i personaggi XD
      Jo in primis. E dato che penso che "Piccoli uomini" e "I ragazzi di Jo" abbiano proprio (e ancoraaaa) lei come protagonista, preferisco aspettare. ^_^

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    3. Sì anch'io lessi meno volentieri Piccole donne crescono, in effetti! Però Jo non è protagonista degli ultimi due, anzi è un personaggio piuttosto marginale che lascia spazio alle molteplici vicende dei suoi allievi, quindi quando ti verrà voglia puoi iniziarlo tranquillamente, non troverai troppe "piccole donne" in giro, lì! xD E trovo il personaggio di Nan, che si trova in entrambi ma più in I ragazzi di Jo, uno dei meglio riusciti della Alcott ^^

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  2. E' stata la mia prima lettura del 2015 ^_^
    Hai ragione, alcuni passaggi sono affrettati... se l'autrice fosse scesa più in profondità sarebbe stato un capolavoro assoluto. L'ho trovato comunque una chicca e mi sono affezionata molto alle sorelle Lorimer... che a mio avviso rispetto alle March sono delle piccole donne assai più toste ;)
    Ho fatto il tuo stesso pensiero sulla conclusione. La Levy, come molte altre scrittrici (tra l'altro la stessa Alcott ebbe una vita difficile) forse compensò in questo modo la mancanza di lieto fine nella vita reale. Sarebbe un soggetto interessante per una tesi ^_^
    p.s. la poesia è... wow *_*

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    1. Anch'io mi sono affezionata alle Lorimer, sai?? Me ne sono accorta perché mi ricapita di pensare a loro, mentre altri personaggi li dimentico più facilmente!Sebbene siano appena tratteggiate restano impresse, forse perché la Levy calca più la mano sui loro fallimenti e tristezze che sulle loro gioie (quasi affrettate anche quelle ^^') per cui ti viene voglia di abbracciarle per tirargli su il morale! xD Esatto, penso proprio che abbia scelto quel finale per regalarlo almeno alle sue protagoniste...bella la poesia, vero? *_* Ne ho lette anche altre in rete, quasi tutte tristi ma anche determinate...La Levy doveva essere una persona interessante e mi è tanto dispiaciuto per come è morta :( Guarda io tornerei indietro e mi iscriverei a Lingue/Lettere solo per fare una tesi in Letteratura e sbizzarrirmi!! xD

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  3. Bellissimo il titolo del post ^_^

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