martedì 14 novembre 2017

La vita inusuale di T.Tembarom, di Frances Hodgson Burnett (con piccola anticipazione! ^^)


Ciao a tutti! :D

Manca meno di una settimana alla pubblicazione, il 20 novembre, della biografia di Frances Burnett che ho scritto, "La mia anima è un giardino". Come la precedente sarà pubblicata dalla casa editrice Flower-ed, che ringrazio immensamente per la fiducia accordatami! <3

Credo di non avervela ancora presentata qui sul blog, per cui eccola qui:




Sono molto emozionata, spero che anche quest'altro piccolo contributo alle mie adorate "scrittrici nella brughiera" vi piaccia e vi aiuti a conoscere meglio una scrittrice sfuggente come Frances Burnett, un po' misteriosa e incompresa anche quando era in vita :D

Per fortuna ultimamente sta cominciando a ricevere più attenzione anche in Italia, e infatti oggi voglio proprio parlarvi dell'ultimo suo libro pubblicato in italiano dalla casa editrice Astoria (che di Frances ha già dato alle stampe "Un matrimonio inglese" nel 2010 e "L'imprevedibile destino di Emily Fox-Seton" nel 2016): "La vita inusuale di T.Tembarom"!




Un giovane americano povero ma di belle speranze ha un nome altisonante e complicato da pronunciare: Temple Barom. Ragion per cui tutti finiscono con il chiamarlo, pragmaticamente, Tembarom. Il suo sogno è essere un bravo reporter e potersi permettere una casa, per poi magari sposare la dolce Ann. Ma l'inaspettato irrompe nella sua vita: morto un ricco parente inglese che neppure sapeva di avere, Tembarom si ritrova di colpo proprietario di un'immensa fortuna, e parte alla volta dell'Inghilterra per prendere possesso del suo palazzo e del suo patrimonio....ma in una nobile tenuta inglese non potrebbe esservi nulla di più incongruo di un giovane yankee! :D

Tra i romanzi più lunghi di Burnett, T.Tembarom è un a tratti esilarante racconto dell'incontro-scontro tra due culture "cugine" ma diversissime tra loro: quella inglese e quella americana. La novità incontra la tradizione, la spontaneità si scontra con maniere ingessate e talora ipocrite. Ma l'irresistibile protagonista riuscirà a fronteggiare con successo la sfida che gli ha posto il fato.
In questo romanzo Frances Burnett dà pienamente sfogo alla sua indole da "fata madrina": anche lei infatti da poverissima divenne ricca grazie all'immenso successo dei suoi romanzi e, come Tembarom, non si lasciava sfuggire nessuna occasione di fare del bene....anche se, purtroppo (come potrete scoprire leggendo la biografia) non sempre i suoi sforzi filantropici erano coronati dal successo.
Ma non così accade a Tembarom. Lui ha sempre successo. Altrimenti a che gli servirebbe essere una creatura del fatato mondo dell'Immaginario? ^^

Titolo: La vita inusuale di T.Tembarom
Autrice: Frances Hodgson Burnett
Casa Editrice: Astoria
N. Pagine: 496
Prezzo cartaceo: 20,00 euro
Prezzo ebook: 9,99 euro


A presto! :*

martedì 24 ottobre 2017

Quel che resta del giorno, di Kazuo Ishiguro


Ciao a tutti! :D

Quest'anno il premio Nobel per la Letteratura è stato assegnato a Kazuo Ishiguro, scrittore di origine giapponese ma inglesissimo, dal momento che si è trasferito in Gran Bretagna da piccolo. Quando l'ho saputo ne sono stata entusiasta: finalmente uno scrittore che conosco si è accaparrato l'ambito premio! xD
Però con mia somma vergogna ho ancora letto poco di suo e mi sono dunque fiondata a recuperare: e da quale libro partire se non il più british in assoluto, l'incantevole "Quel che resta del giorno"? Assente da anni sugli scaffali (o solo a me capitava di non trovarlo mai?), finalmente grazie al Nobel è tornato e possiamo godercelo in tutta la sue bellezza.


Come suggerito dalla copertina, da questo film è stato tratto anche un bel film con i grandissimi Anthony Hopkins (come non amarlo?) e Emma Thompson (adorabile pure lei), un film che una volta tanto non fa rimpiangere la controparte cartacea, anzi.
Il romanzo ha uno stile molto particolare, in cui credo di non essermi mai imbattuta finora. A narrare la storia in prima persona è il protagonista, Mr. Stevens, maggiordomo di un'antica e illustre magione inglese che, in occasione di una breve vacanza, rievoca il passato e in particolare gli anni passati al servizio di Lord Darlington, nobile inglese politicamente impegnato.
Fin qui nulla di originale: infatti ciò che rende lo stile unico nel suo genere è in realtà, più che la trama (in sé molto semplice), la personalità di Mr. Stevens, così come emerge dal suo lungo racconto. Abituato, un po' per sua natura un po' a causa del lavoro che svolge, a reprimere o celare i propri veri sentimenti per restare sempre impeccabile e ligio al dovere, Stevens mantiene questa caratteristica anche nel corso della narrazione: per cui il lettore riesce solo a intuire ciò che accade davvero, in un gioco sottile in cui il non detto è più importante di quel che si dice apertamente. La regola narrativa dello "show don't tell" è dunque qui totalmente sovvertita, in un modo che mi avrebbe spiazzata e che chissà, forse non avrei del tutto compreso se prima non avessi visto il fedelissimo ma molto più esplicito film.
Nel leggere questa storia malinconica fatta di occasioni perdute e cieca fedeltà un interrogativo sorge spontaneo: è giusto vivere esclusivamente al servizio di qualcuno o qualcosa? Che siano una persona, o un ideale? Sembra l'apoteosi dell'altruismo e dell'abnegazione... eppure porterà davvero alla felicità, l'annullamento di ogni altra aspirazione individuale per una "causa superiore"? 
Certo, forse dipende dalla "causa" in questione: quelle davvero elevate probabilmente non richiedono il totale sacrificio della propria personalità, ma magari la sublimano.


"E forse allora vi è del buono nel consiglio secondo il quale io dovrei smettere di ripensare tanto al passato, dovrei assumere un punto di vista più positivo e cercare di trarre il meglio da quel che rimane della mia giornata. Dopotutto cosa c'è mai da guadagnare nel guardarsi continuamente alle spalle e a prendercela con noi stessi se le nostre vite non sono state proprio quelle che avremmo desiderato?".


Voto: 8 e 1/2

Titolo: Quel che resta del giorno
Autore: Kazuo Ishiguro
Casa Editrice: Einaudi
N. Pagine: 276
Prezzo cartaceo: 12 euro
Prezzo ebook: 7,99 euro

A presto! :*

lunedì 23 ottobre 2017

Risposte nella polvere, di Rosamond Lehmann


Ciao a tutti! :D

Finalmente riesco a parlarvi di un libro che ho centellinato con gusto, godendone ogni singola e ben scelta parola! Un libro poco conosciuto anche se per fortuna tranquillamente reperibile (a differenza degli altri, numerosi libri dell'autrice...e ti pareva, ma vabbe' ci accontentiamo xD): "Risposte nella polvere", di Rosamond Lehmann!






"Un romanzo che continua ad affascinarmi perché evoca "l'incanto misterioso dell'infanzia" ".

Questa frase della prefazione scritta da Jonathan Coe esprime appieno quel che mi ha subito catturata fin dalle prime pagine di questo libro: davvero c'è l'infanzia tutta intera, qui. Non so se sia l'infanzia di tutti, ma la mia di sicuro. Incontriamo infatti la piccola Judith quando, bambina estremamente sensibile, solitaria e fantasiosa, si reca a giocare presso alcuni bambini, cinque cugini che trascorrono l'estate nella casa accanto alla sua: Mariella, Charlie, Julian, Roddie, Martin. Con ciascuno di loro instaura un rapporto speciale, rielaborando tutti gli eventi che coinvolgono il loro gruppo in quella dimensione sospesa tra sogno e  realtà così tipica dell'infanzia.
Ma pochi legami infantili sopravvivono allo scorrere del tempo: arriva la guerra, Judith si iscrive al college. Allora il suo rapporto con i cinque cugini  evolve, e talora si intensifica talora si affievolisce, assumendo a un certo punto l'andamento da tragedia che solo i bei romanzi che trattano le inquietudini adolescenziali hanno. Sì perché questo è fondamentalmente un romanzo sull'adolescenza e le sue inquietudini, i suoi sentimenti travolgenti e assolutizzati, il suo lento o brusco sfumare nell'età adulta. Ma è un signor romanzo sull'adolescenza, probabilmente più attuale oggi di quanto lo fosse quando fu pubblicato, negli anni '30, e i moderni Young Adult avrebbero tanto da imparare da lui!
Pare che all'epoca abbia fatto scandalo per alcuni velati riferimenti omosessuali che oggi farebbero sorridere perfino una suora, ma la riprovazione sociale non gli impedì di divenire un successo che spianò la strada alla carriera della scrittrice. Rosamond Lehmann, come la protagonista di questo evidentemente autobiografico romanzo, apparteneva a una famiglia molto ricca e vantava conoscenze illustri: conobbe e frequentò anche Leonard e Virginia Woolf, ma non entrò mai a far parte del circolo di Bloomsbury. Come Judith, era una donna fondamentalmente solitaria e dall'indole indipendente.

Rosamond Lehmann (1901-1990)

Lo stile del romanzo è ricco, poetico, intenso, e spinge davvero ad assaporare ogni riga, complice anche la traduzione di Maria Luisa Agosti Castellani, che ho già apprezzato nelle traduzioni di alcune opere di Jane Austen.
Grazie alla sua lunga vita, che ha attraversato tutto il "secolo breve", Rosamond Lehmann ebbe la fortuna di veder ristampare il suo romanzo negli anni'80 dopo alcuni decenni di oblio, e di vederlo nuovamente apprezzato anche dalle giovani generazioni. Io trovo che sia uno di quei romanzi senza tempo, in cui i giovani di tutte le epoche potranno sempre veder rispecchiati i propri pensieri e le proprie inquietudini; oppure rievocarle con piacere e nostalgia, se la gioventù è ormai alle spalle.
Perché Judith scriveva lettere e noi inviamo messaggi sul cellulare, ma l'emozione o la delusione suscitate da una "certa risposta" sono sempre le stesse! E anche oggi alcune risposte sono scritte, appunto, nella polvere, e basta una folata di vento a cancellarle per sempre.

Voto: 9/10

Titolo: Risposte nella polvere
Autrice: Rosamond Lehmann
Casa Editrice: Einaudi
N. Pagine: 444
Prezzo: 19,50 euro


A presto! ^^

mercoledì 4 ottobre 2017

"L'inganno", di Thomas Cullinan


Ciao a tutti! :D

Le letture procedono a rilento in questo periodo, ma dopo aver visto il film The Beguiled di Sofia Coppola mi sono affrettata a finire il libro "L'inganno" di Thomas Cullinan da cui è tratto per parlarvene e fare anche un confronto tra i due, quindi eccovi la doppia recensione! :D


Copertina e locandina sono identiche, comodo xD
Comincio con il dirvi che non avevo mai sentito parlare di questo romanzo, che credo sia stato tradotto per la prima volta in italiano proprio in occasione dell'uscita del film, e che ha attratto la mia attenzione soprattutto grazie a quest'ultimo: il film infatti mi ha subito incuriosita sia per il cast stellare (alle attrici che vedete nella foto, cioè le magnifiche Nicole Kidman, Kirsten Dunst e Elle Fanning, si aggiunge Colin Farrell) sia per la regia di Sofia Coppola, che ho apprezzato molto nell'interpretazione rock che ha dato alla mia regina preferita, Maria Antonietta, avvalendosi sempre della bravissima Dunst. La presenza di Nicole Kidman, che trovo molto adatta a interpretare l'ottocentesca abitante di una casa ambigua (la ricordate in The Others?? ^^), era poi una garanzia. Almeno così credevo. Perché il film, ahimè, non mi è piaciuto.

Ma parliamo prima del libro: è ambientato nella parte meridionale degli Stati Uniti durante la guerra di Secessione, in un collegio per signorine gestito da due sorelle ormai non più nel fiore degli anni, Martha ed Harriet Farnshaw. Un tempo fiorente, il pensionato ha subito i contraccolpi della guerra e ormai ospita pochissime allieve, dai diciotto ai dieci anni: la ricca e antipatica Edwina Morrow, l'ambigua Alicia Simms, la sofisticata Emily Stevenson, la piccola naturalista Amelia Debney e la dispettosa Marie Deveraux. A completare l'insieme vi è poi la schiava nera di famiglia, Mattie.
La più o meno tranquilla routine del pensionato termina quando Amelia, durante una delle sue passeggiate nel bosco alla ricerca di funghi, si imbatte in un soldato gravemente ferito alla gamba, il caporale John McBurney, e lo accompagna al pensionato. La presenza di un uomo fa emergere pian piano la vera personalità di tutte le donne della casa, e si intuisce come ciascuna di loro abbia un passato ambiguo e qualcosa da nascondere...
Siamo dinanzi a un vero e proprio romanzo corale, poiché l'autore segue il punto di vista di tutte le protagoniste e fa avanzare la vicenda in modo graduale attraverso il vissuto di ciascuna di loro (parlano in prima persona) e il modo in cui si approccia alla presenza dell'uomo. Ho trovato questo stile narrativo molto piacevole, anche se avrei preferito qualche POV in meno: infatti, sebbene l'autore sia riuscito a dare più o meno a ciascuna donna una sua voce peculiare, il fatto che siano così tante porta a confondersi e non sapere più chi stia parlando, a un certo punto.
Il film da questo punto di vista purtroppo perde molto: la psicologia delle protagoniste è lì totalmente assente e non si fa nessun cenno alle origini e al passato oscuro che più o meno tutte hanno, con il risultato di farle semplicemente sembrare delle matte invasate che non ci vedono più appena incrociano un uomo... xD Ho capito poi la scelta di eliminare il personaggio della co-direttrice e insegnante Harriet e in un certo senso "inglobarlo" in quello di Edwina, la più grande delle alunne, ma perché sostituire Emily con una certa Jane? Forse il nome Emily non piaceva alla regista? xD
Se poi il ritmo del libro è piuttosto equilibrato, non così quello del film: troppo lento per tre quarti, troppo rapido nell'ultimissima parte.

Insomma, questa storia non mi ha del tutto convinta: boccio quasi in toto il film, di cui salvo solo gli attori (tranne Elle Fanning, molto promettente ma troppo angelica per interpretare il ruolo della ragazzina precoce figlia di una prostituta) e i costumi, per cui vado sempre matta. Comunque molte persone me ne avevano parlato male, e avevano ragione xD 
Non me la sento invece di bocciare del tutto il libro, che ho comunque letto con molto piacere e che ha perfino chiari riferimenti shakespeariani: però l'impressione generale che ne ho tratto è che l'autore non sia riuscito del tutto nell'intento che si era prefissato. Forse il suo obiettivo era un po' troppo ambizioso e gli è sfuggito di mano.

Voto: 6/12

Titolo: L'inganno
Autore: Thomas Cullinan
Casa editrice: DeA Planeta Libri
N. Pagine: 472
Prezzo Cartaceo: 17,00 euro
Prezzo Ebook: 9,99 euro

mercoledì 13 settembre 2017

"Due occhi azzurri", di Thomas Hardy


Ciao a tutti! :D

ieri finalmente ho finito di leggere (all'1,30 di notte...) "Due occhi azzurri" di Thomas Hardy, che dopo anni di assenza dagli scaffali è tornato grazie a Fazi in una nuova, magnifica edizione cartacea dalla copertina a dir poco ipnotica (quando pensavo alla protagonista la immaginavo esattamente con il viso della ragazza di questo dipinto *_*


Per non annoiarvi con la solita recensione ho deciso di pubblicare anche qui la lettera che ho scritto all'autore in persona (secondo voi mi risponderà?? xD) per parlargli delle mie (personalissime e discutibilissime) impressioni sul suo romanzo...

Caro Thomas (perdona la mia libertà nel chiamarti per nome, ma dopo una conoscenza di quattro libri direi di poter passare al "tu" xD),

molti dicono che o ti si ama o ti si odia...quindi, o io sono l'eccezione alla regola, oppure non ho ancora deciso! xD Infatti ho letto con piacere tutti i tuoi romanzi (tranne Tess xD) ma ancora non è scattato "l'innamoramento" vero e proprio, e anche se odio Tess non per questo odio te xD
Ho appena finito di leggere "A Pair of Blue Eyes" (qui in Italia pubblicato con il titolo "Due occhi azzurri"), il romanzo che hai pubblicato nel 1873, e sono rimasta senza parole! Anche "Via dalla pazza folla" mi era piaciuto, ma devo ammettere di avere una predilezione per questo. Le descrizioni paesaggistiche non sono ancora struggenti come in Tess dei D'Uberville ma già si rivelano potenti, e per la prima volta non ho provato antipatia per nessuno dei personaggi. Anzi.
Ma andiamo con ordine. La tua protagonista, Elfride, è davvero una ragazza a tutto tondo! Buca la pagina per quanto è...viva. Non ha la bidimensionalità cui tendono di solito anche i personaggi meglio caratterizzati, no: con i suoi capricci, la sua dolcezza, la sua civetteria e volubilità sembra davvero una qualsiasi ragazza inglese del 1800 vissuta un po' isolata dai coetanei e per questo molto indipendente e non troppo influenzata dal pensiero corrente, ma anche piuttosto ingenua.
Ora mi chiedo...come hai potuto, dopo aver inventato una ragazza così, partorirne vent'anni dopo una come Tess?? Che ti avevano fatto, nel frattempo, le donne? xD Per non parlare poi degli uomini: Stephen Smith, il primo uomo di cui Elfride si innamora, è a sua volta molto realistico e, seppur pieno di difetti, si fa ammirare per la dignità e la delicatezza; quanto a Mr. Knight (a proposito, è davvero un bel nome), per quanto biasimevole in certi pensieri e comportamenti, risulta di gran lunga più accettabile del suo "successore", il d'Ubervilliano Angel.
Questo per dirti che io non ce l'ho con te e con i tuoi romanzi, ma solo con Tess a quanto pare! xD Dovevi essere piuttosto  disilluso circa la natura umana quando lo hai scritto, e anche se non ti biasimo ti preferisco in questa versione leggermente più "zuccherosa"... se le opere che ancora non ho letto sono simili, potrei perfino scoprire che ti amo, chissà xD
Anche se conoscevo già tutta la trama e una parte del finale (che non mi aveva meravigliata, conoscendoti...) sei riuscito comunque a farmi appassionare alle alterne vicende della tua "eroina" e a sorprendermi nel finale! Non ho capito se il tuo intento nello scriverlo fosse ironico o se sia risultato tale tuo malgrado, ma ad ogni modo l'ho apprezzato davvero. Poi avevo già intuito la tua vena femminista, ma trovare una tale veemente condanna della condizione femminile della tua epoca mi ha deliziata:



"è un pensiero malinconico che gli uomini, che in un primo momento non permettono al verdetto di perfezione che pronunciano nei confronti delle loro innamorate o mogli di essere modificato neppure dalla testimonianza di Dio in senso contrario, una volta che ne sospettano la purezza, le impiccano moralmente sulla base di prove che si vergognerebbero di accogliere nel giudicare un cane".



In realtà tutto il romanzo è una miniera di citazioni veritiere e poetiche a un tempo:


"Gli uomini possono amare con più intensità per qualche tempo, ma le donne amano più a lungo"



Insomma, ne sono entusiasta e lo consiglierò a tutte le mie conoscenze.
Sperando di rivederti presto "Nel bosco" o presso "La brughiera" ti porgo i miei più sentiti ringraziamenti!

Carmela


Titolo: Due occhi azzurri
Autore: Thomas Hardy
Casa editrice: Fazi
N. Pagine: 428
Prezzo cartaceo: 18 euro
Prezzo ebook: 9,99 euro

domenica 10 settembre 2017

"Tutta colpa di Mr. Darcy", di Shannon Hale


Ciao a tutti! :D

Ultimamente le recensioni latitano un po' perché ho iniziato troppi (splendidi) libri contemporaneamente, e dal momento che non sono brevissimi finirli è arduo xD
Ma approfitto di quest'ultimo scampolo d'estate per parlarvi di un libro un po' frivolo ma a dir poco delizioso che è perfetto come lettura sotto l'ombrellone (magari ve lo conservate per l'estate 2018 xD), cioè "Tutta colpa di Mr. Darcy", di Shannon Hale!



In realtà per me non si tratta di una lettura nuova in quanto, a dir poco folgorata dal delizioso film che ne hanno tratto, lessi l'originale inglese nel 2013. Tuttavia mi era piaciuto così tanto che non mi sono lasciata scappare la traduzione! *_* Come al solito il titolo italiano non c'entra niente con l'originale (il ben più grazioso "Austenland") ma immagino che il nome di Darcy in copertina faccia sempre un certo effetto, quindi per una volta perdono chi lo ha scelto! xD
Il libro immagina che in Inghilterra esista un parco vacanze, ovviamente dal costo esorbitante, le cui ospiti possono trascorrere tre settimane completamente immerse nel mondo descritto dai romanzi di Jane Austen: dunque tra corsetti e noiose giornate trascorse senza null'altro da fare che ricamare, ma anche tra gentiluomini, balli e... una storia d'amore assicurata con tanto di "proposta"!
Per Jane Hayes, trentenne sfortunata in amore con una comprensibile ossessione per Orgoglio e pregiudizio, si tratta di un'ottima occasione per "guarire": almeno così pensa la zia che le lascia in eredità la vacanza. Un po' scettica, Jane si lancia in quest'avventura...

Locandina del film!In italiano si intitola "Alla ricerca di Jane"

Non sono una fan dei derivati austeniani, e infatti solo di rado mi sono lasciata tentare a leggerli e la metà delle volte sono rimasta delusa: ma questo romanzo è davvero una felice eccezione! Lo stile dell'autrice è frizzante e divertente al punto giusto e, anche se sotto certi aspetti ho preferito il film (non perdetevelo!), non posso non inserire questo romanzo tra gli imperdibili per chi ama Jane Austen e vuole concedersi un libro che gliela ricordi con leggerezza e simpatia. Tanto più che ricalca vagamente la struttura di Orgoglio e pregiudizio, e noi fan di zia Jane non ne abbiamo mai abbastanza di quel romanzo...anche se ormai ne recitiamo le battute a memoria, tipo xD

Titolo: Tutta colpa di Mr Darcy
Autrice: Shannon Hale
Casa editrice: Piemme
N. Pagine: 240
Prezzo cartaceo: 18,50 euro
Prezzo ebook: 9,99 euro


Imperdibile anche il seguito, "Midnight in Austenland", che mi sono fiondata a leggere ancora una volta in inglese e che sicuramente, come accaduto per il primo, rileggerò in italiano quando sarà tradotto ^^


In questo caso il romanzo di riferimento è quella mirabile parodia del genere gotico di "Northanger Abbey" (al secondo posto nella mia personale classifica Austeniana!), e mentre sia la splendida location di Austenland che i personaggi secondari restano invariati, i protagonisti cambiano: al posto di Jane troviamo Charlotte, divorziata di quasi quarant'anni con due figli adolescenti, che durante quest'insolita vacanza avrà modo di scoprire parti sconosciute di sé e perfino affrontare i misteri dell'antica magione...saranno reali o frutto della sua immaginazione??
Se riuscite a leggere in inglese ve lo consiglio caldamente perché lo stile immediato e scorrevole si fa leggere anche da chi non abbia esattamente un livello fluente in questa lingua, e può anzi rivelarsi un ottimo esercizio!

Titolo: Midnight in Austenland
Autrice: Shannon Hale
Casa editrice: Bloomsbury USA
N. Pagine: 288
Prezzo cartaceo: Circa dieci euro nella versione economica (si compra in dollari)
Prezzo ebook: 7,06 euro




A presto! :*

martedì 29 agosto 2017

"Mary", di Mary Wollstonecraft


Ciao a tutti! :D

Come riprendere al meglio le recensioni sul blog dopo le vacanze? Ma parlando di un bel romanzo proto-femminista, ovviamente! xD
Ve lo avevo segnalato sulla pagina Facebook del blog quando pensavo mancasse ancora molto all'uscita, e invece è già disponibile da qualche settimana: si tratta di un romanzo semi-autobiografico della scrittrice e filosofa Mary Wollstonecraft che si intitola "Mary", ed è stato pubblicato dalla casa editrice Elliot (a cui come al solito vanno i miei sentiti complimenti per la fantastica copertina! *_*)




Romanzo breve e parzialmente autobiografico, "Mary" ci racconta la storia di una ragazza del diciottesimo secolo nata dal matrimonio, molto frequente a quei tempi, tra un uomo benestante e una ragazza allevata al solo scopo di sposare uno come lui: e qui la Wollstonecraft già scocca le prime frecce contro un modello femminile che avrebbe poi apertamente deplorato qualche anno dopo nel suo rivoluzionario saggio "Sui diritti delle donne".
Trascurata, nei primi anni di vita, in favore del fratello, la piccola Mary cresce serena dedicandosi alla lettura e alle opere di carità con un'attitudine quasi mistica:

"Mary si immergeva in qualsiasi cosa leggesse, e le emozioni scatenate dalla lettura erano così intense che in breve le permearono la mente".


"Si domandava anche, e tentava di discernere, quale finalità avessero le sue molteplici attitudini; e intravvedeva quella verità che si sarebbe poi palesata più pienamente. [...] Spesso provava un appagamento totale; le sue gioie, le sue estasi scaturivano dall'ingegno".


Purtroppo la morte del fratello segna la fine della sua spensieratezza giovanile: per un capriccio della madre in fin di vita, viene data in sposa a un estraneo contro il proprio volere. Proverà a trovare consolazione nell'amicizia di una ragazza indigente e, forse, nell'amore per un altro uomo, ma il destino è spesso inclemente con gli animi troppo sensibili...

"Mary" è un romanzo, come dicevo, piuttosto breve ma al contempo "denso": la trama è scarna, con molti salti temporali, ed è prevalentemente asservita allo scopo "propagandistico" dell'autrice- che qui espone il suo punto di vista sulla questione femminile e il matrimonio- eppure riesce a non annoiare perfino il lettore più desideroso d'azione, grazie ai capitoli brevi e ben costruiti, che scavano tuttavia a fondo nella psiche della protagonista e portano il lettore a sperare e soffrire con lei.
L'intero romanzo sembra il lungo grido di un'anima in pena, che cerca invano di trovare scampo all'infelicità ma deve poi rassegnarsi a poter guardare soltanto a quel mondo futuro, oltre la morte, "dove non si è sposate, né date in sposa".



Che Mary Wollstonecraft, nata nel 1759 e morta nel 1797, fosse contraria al matrimonio così com'era allora inteso, in modo cioè estremamente svantaggioso per le donne, è risaputo ed evidenziato anche dalla sua stessa vita: la sua prima figlia, Fanny, nacque da una relazione extraconiugale poi finita; e anche la celebre Mary Shelley, autrice di Frankenstein e seconda figlia di Mary, fu concepita quando la madre e il padre, William Godwin, non erano ancora sposati (il matrimonio poi avvenne, per far cessare i pettegolezzi, ma durò solo pochi mesi in quanto la sfortunata Mary "Senior" morì nel dare alla luce Mary "Junior").
Le sue opere sono ricchissime di spunti di riflessione dalla modernità sorprendente:



"È tempo di compiere una rivoluzione nei modi di esistere delle donne - è tempo di restituire loro la dignità perduta - e fare in modo che esse, come parte della specie umana, si adoperino, riformando se stesse, per riformare il mondo"


Questa filosofa e scrittrice mi affascina tantissimo e a chi volesse conoscerla meglio consiglio, oltre al già citato saggio "Sui diritti delle donne", anche la biografia romanzata di Elisabetta Rasy "L'ombra della luna" (trovate la mia recensione qui) che ne parla in modo intenso e poetico.
La ammiro per gli aspetti innovativi del suo pensiero, visto che fu tra i primi a rendersi conto e mettere per iscritto che la superficialità e l'attenzione eccessiva all'aspetto fisico della maggior parte delle donne (piaghe che ci affliggono ancora oggi, quasi tre secoli dopo) non fossero qualcosa di innato, ma di inculcato mediante un'educazione scorretta; però ho, lo ammetto, storto un po' il naso quando ho visto che come molti "predicava bene ma razzolava male" (xD): raccomandava alle donne di non farsi trascinare dai sentimenti, ma poi quando si innamorò seppellì la propria dignità a mo' di ascia di guerra! xD (Almeno per un periodo, poi per fortuna si riprese!).

Consigliato per iniziare a conoscere l'autrice prima di avvicinarsi al suo interessante ma comunque un po' complesso saggio femminista!
Sconsigliato a chi ha in odio le eroine perfette che sembrano discese in questo mondo crudele solo per essere martirizzate (ma occhio, se amate molto la lettura e avete una certa spiccata sensibilità potreste comunque identificarvi in Mary! :P)

Titolo: Mary
Autrice: Mary Wollstonecraft
Casa editrice: Elliot
N. Pagine: 93
Prezzo: 13,50 euro

A presto! :*


domenica 20 agosto 2017

Se Dickens fosse stato Americano: Vita e avventure di Jeck Engle, di Walt Whitman


Ciao a tutti! :D

Finalmente sono arrivate anche per me le sospirate vacanze! :D
Ma prima di spegnere il cervello per un po' non posso non parlarvi del romanzo pubblicato per la prima volta in italiano dalla sempre all'avanguardia flower-ed, quasi in contemporanea con la mia piccola biografia (che onore! *_*): cioè il romanzo di Walt Whitman andato perduto e fortuitamente ritrovato solo a febbraio 2017, Vita e avventure di Jack Engle! ^^



L'unica copia esistente di questo romanzo, pubblicato in forma anonima nel 1852 sul giornale vittoriano Sunday Dispatch, è stata ritrovata in un archivio della Biblioteca del Congresso da Zachary Turpin, ricercatore della University of Houston.
Si tratta di un ritrovamento davvero significativo, che getta luce sui primi anni di scrittura dell'autore celebre soprattutto per la raccolta poetica "Foglie d'erba", e quasi rappresenta una cerniera tra la sua attività di romanziere e quella di poeta. 
Devo dire che ha un impianto quasi "dickensiano"! *_* Il protagonista, il newyorkese Jack Engle, parla infatti in prima persona della sua vita un po' sui generis: orfano destinato a un'infanzia malfamata, viene inaspettatamente salvato da una famiglia di affettuosi e onesti lavoratori, per accontentare i quali, giunto all'età adulta, intraprende la professione di avvocato. Proprio lavorando presso uno studio legale scopre alcuni interessanti segreti che gettano luce sul suo passato...
Il romanzo, che vanta la traduzione sempre scorrevole e impeccabile di Riccardo Mainetti, non è molto lungo e articolato: anzi, ha un impianto narrativo molto semplice e a tratti sembra quasi un esperimento (si vede che l'autore ancora cercava il modo migliore per esprimere la propria creatività), ma al contempo è ben congegnato, nonché ricco di riflessioni interessanti.
Se Charles Dickens fosse nato in America probabilmente avrebbe scritto proprio così: adattando cioè i temi a lui cari (poveri orfanelli, furfanti d'ogni tipo, fughe e agnizioni) al ritmo più rapido consono ai gusti del Nuovo Mondo! xD
Infatti lo spirito americano di quegli anni, fatto di pragmatismo e possibilità sconfinate, vive davvero potente tra queste pagine, dove tutto, anche i sentimenti più forti, si traduce in azione, e dove l'individuo sembra sempre padrone del suo destino:

"Ero felice che mi fosse stato dato di vivere in questa gloriosa città di New York, nella quale, se uno non ha un'attività né gioia è principalmente colpa sua".


"[...] non sono certamente il genere di persone che si preoccupano per il corso degli affari, finché godono di buona salute e riescono a vivere dignitosamente e possono vedere i propri amici felici come loro. Che meravigliosa filosofia di vita è questa! Che peccato non poterla vedere applicata da più persone, in questo mondo di problemi più inventati che reali -importanti come questi ultimi". 



Una vera chicca, per appassionati dell'autore e non...a me ha fatto venire voglia di conoscerlo meglio, visto che, ahimè, ho all'attivo solo poche poesie della sua raccolta più celebre! ^^'
Recupererò: te lo prometto, Walt! xD




Titolo: Vita e avventure di Jack Engle
Autore: Walt Whitman
Casa editrice: flower-ed
N. Pagine: 156
Prezzo cartaceo: 14 euro (lo trovate qui)
Prezzo ebook: 7,99 euro (ma ora è in sconto a 4,99, approfittatene!)

mercoledì 16 agosto 2017

"Beren e Luthien" di Tolkien, o il fascino eterno delle fiabe


Ciao a tutti! :D

Ultimamente sono molto fiacca e non sto leggendo tantissimo...gli ultimi giorni prima delle vacanze si trascinano sempre un po' così! xD Ma non temete, a settembre tornerò attiva con nuove recensioni e qualche altra "scrittrice nella brughiera"! ^^
Mi sono però accorta di aver dimenticato di parlarvi di un libro che ho letto da un po' e letteralmente adorato: cioè "Beren e Luthien" di J.R.R Tolkien, l'ultimissimo volume dato alle stampe dal solerte figlio Christopher! ^^


Credo di non aver ancora mai parlato di quest'autore sul blog, ma non è certo perché non sia uno dei miei preferiti, anzi: Il signore degli anelli e Il Silmarillion sono tra le opere più belle che abbia mai letto (ho apprezzato meno Lo Hobbit, ma perché credo di averlo letto un po' troppo tardi); però li ho letti molti anni fa, e da quando ho aperto il blog ho sempre preferito soffermarmi su libri e autori letti da poco, per potervene parlare con la freschezza delle prime impressioni! ^^
Ecco perché quando ho visto questa nuova pubblicazione sono andata letteralmente in brodo di giuggiole! xD Finalmente infatti posso dare un po' di spazio a uno dei miei scrittori preferiti...e vi anticipo già che non sarà l'ultima volta!^^
Premetto che Beren e Luthien non era il mio racconto preferito del Silmarillion. Lo lessi piena di aspettativa proprio per l'aura leggendaria che circondava i due protagonisti, ma lo trovai un racconto scarno, frettoloso, dove sinceramente non c'era traccia dell'appassionata storia d'amore tra l'uomo Beren e l'elfo Luthien di cui avevo tanto sentito parlare.
E il motivo è presto spiegato: quella che c'è nel Silmarillion non è che una (e a mio parere la meno riuscita) delle versioni dell'opera elaborate dall'autore nel corso del tempo! In questo volume appena pubblicato finalmente le troviamo tutte riunite in un solo volume e che dire...sono uno spettacolo! *_* 
La prima versione presentata è "Il racconto di Tinuviel", che si trova già in una delle raccolte di racconti e frammenti Tolkeniani sempre a cura del figlio, cioè "Racconti perduti". Si tratta della versione più propriamente fiabesca della vicenda, molto più vicina allo stile de "Lo Hobbit" che a quello del Silmarillion: bellissima la descrizione dei malvagi gatti giganti servitori di Morgoth, e dell'astuzia di Tinuviel nel fregarli! ^^ A tal proposito Tolkien sembra quasi rifarsi a quelle ataviche leggende che vedono i gatti come creature della notte, ostili all'uomo, e i cani come suoi grandi amici (poveri micetti! xDD)

Luthien e i gattacci xD

Ma la parte che ho preferito è stata sicuramente la narrazione in versi detta "Lai di Leithian": conserva infatti l'aspetto fiabesco (ritroviamo, per esempio, il fedele cane Huan che appare già nel racconto precedente) ma i toni si fanno più aulici e più simili alla prosa del Silmarillion. Alcuni brani mi hanno letteralmente incantata per la loro struggente bellezza *_*

"Se anche il mondo cadesse in rovina
e si dissolvesse e riprecipitasse,
disfatto, nell'antico abisso,
la sua creazione fu buona cosa, per questo:
per l'alba, il crepuscolo, per la terra, il mare;
e perché Luthien è esistita per un poco!"

I brani mancanti del Lai (che però è piuttosto esaustivo e autoconclusivo) sono compensati da quelli del Silmarillion e da altri frammenti riguardanti i due innamorati o anche le peregrinazioni e la storia di Beren, che da "gnomo" (così è chiamato nel primo racconti) diventa in seguito un uomo dalla genealogia più complessa.
Il volume è impreziosito dalle splendide illustrazioni di Alan Lee e si legge davvero tutto d'un fiato!

Imperdibile per chi ama Tolkien, dato che, come sicuramente saprete, questa storia aveva per lui un valore particolare: pare infatti che il personaggio di Luthien gli sia stato ispirato dalla sua stessa moglie, che danzò per lui in un bosco quando erano giovani... e a conferma del forte significato che egli vi attribuiva, volle che sulle loro tombe fossero scritti anche i nomi di Beren e Luthien <3
Ma a mio parere questo lungo racconto in più versioni può essere letto e apprezzato anche da chi non ha ancora letto nulla dell'autore perché, pur essendo collegato all'immenso affresco della Terra di Mezzo, è comunque anche una splendida fiaba a se stante. Temevo la frammentarietà del testo e l'intervento troppo invasivo del curatore, invece il testo è così fluido che sembra di avere davanti un romanzo completo!



Insomma, il fascino senza tempo delle fiabe ha colpito ancora! *_*
Queste storie d'amore ricche di avventura, magia e mistero fanno proprio bene al cuore, e quando poi la vita di uno scrittore si intreccia con la fiaba personale che lui stesso deve aver vissuto il risultato è favoloso! ^^

Titolo: Beren e Luthien
Autore: J.R.R. Tolkien (a cura di Christopher Tolkien)
Casa editrice: Bompiani
N. Pagine: 280
Prezzo: 22 euro

martedì 1 agosto 2017

"Primavera senza sole", di Maria Messina


Ciao a tutti! ^^

Inizio questo caldo, caldissimo mese d'agosto parlandovi di un libro il cui titolo mi rinfresca solo a pronunciarlo: "Primavera senza sole" di Maria Messina, by Edizioni Croce!



Edizioni Croce ultimamente pure sta riesumando tantissimi testi non ancora tradotti in italiano (come racconti e romanzi inediti di Elizabeth Gaskell) o semi-dimenticati: quest'ultimo caso è quello di Maria Messina, scrittrice siciliana di stampo verista/decadente (nelle sue opere si ispira talora a D'Annunzio, talora a Verga, con cui intrattenne anche una proficua corrispondenza) inspiegabilmente assente dai programmi scolastici ma a mio avviso assolutamente meritevole di starci. L'ho conosciuta grazie a un suo racconto incluso nella raccolta "Un Natale tutto per sé" (pubblicata sempre da Edizioni Croce e contenente anche altri racconti sia italiani che stranieri, rigorosamente al femminile) e ho subito visto che era nelle mie corde! *_*

Maria Messina
"Primavera senza sole" è il terzo romanzo dell'autrice che vede nuovamente la luce grazie a questa casa editrice, ma è il primo che leggo: appena ho letto la trama infatti ne sono stata irresistibilmente attratta grazie alla sua protagonista, una ragazza disagiata persa tra sogni e fantasie.
Siamo nella Sicilia di inizio '900 e Orsola, figlia di borghesi che versano in gravi difficoltà economiche, studia senza posa per conseguire "la patente", ovvero una sorta di diploma che le apra la strada per l'insegnamento (sempre previa raccomandazione del ricco zio con le mani in pasta in politica, ché qui al Sud cambiano i secoli ma non le Istituzioni..). Nel frattempo per aiutare la famiglia dà ripetizioni agli svogliati cuginetti ricchi e a Nele, un timido vicino.
La sua vita è ardua e si dipana lenta come un ruscello strozzato: lo stile asciutto dell'autrice, qui tipicamente verista, ci fa quasi soffocare insieme a lei nelle stanzette strette in cui vive con i genitori e i fratelli, quasi una metafora del suo stesso, ristretto orizzonte di vita, immerso in un immobilismo in cui il passare del tempo quasi non si avverte. Opprimenti sono anche le piccole meschinità che avvelenano la vita quotidiana dei "nuovi poveri": la necessità di non sembrare mai davvero tali (per quanto sia noto a tutti), di ricambiare favori e regali, mantenere alto l'orgoglio. L'unica via di fuga per la sensibile Orsola sono allora i vaghi sogni e le fantasie sul futuro e l'amore.
I pettegolezzi del piccolo mondo in cui vive (circoscritto ancora una volta a un ristretto gruppo di vicini e parenti), la malcelata invidia verso la cugina ricca che sta per contrarre un matrimonio d'amore anche piuttosto conveniente e infine una passione rapida e inaspettata, la condurranno poi verso il destino già scritto dei "vinti" tanto cari anche al maestro della Messina, Verga.

Ho divorato il romanzo tutto d'un fiato, apprezzando particolarmente (dopo tanti romanzi stranieri tradotti in impeccabile italiano moderno) la nostra deliziosa lingua nella sua forma un po' arcaica, sapientemente adoperata dall'autrice. Leggerò sicuramente anche altri suoi romanzi, ma per ora mi sento assolutamente di consigliare questo a chiunque sia incuriosito dal raro sguardo femminile sulle miserie italiane del secolo scorso.

Titolo: Primavera senza sole
Autore: Maria Messina
Editore: Edizioni Croce
N. Pagine: 111
Prezzo Cartaceo: 14,90 euro
Come per tutti i libri di questa casa editrice non esiste ancora una versione ebook.


giovedì 20 luglio 2017

"E come un sogno la vita vola", di Patrick Branwell Brontë


Ciao a tutti! :D

Visto che flower-ed non si ferma mai, ormai ho sempre almeno un loro libro in lettura (e ne sono più che felice! xD).
Stavolta si resta "in famiglia", perché l'opera che vi recensisco oggi è più brughierosa che mai! Si tratta infatti dell'epistolario di Patrick Branwell Brontë, il fratello delle tre più celebri Sorelle che hanno ispirato il mio blog! ^^


"Era solo un uomo nella nebbia"

Branwell, più piccolo di Charlotte e più grande di Emily ed Anne, molto legato alla prematuramente scomparsa sorella maggiore Maria (che, tra parentesi, ispirò anche la Helen Burns di "Jane Eyre"), fu in un certo senso colui che accese la miccia da cui poi divampò l'incendio bronteano: suoi erano infatti i soldatini utilizzati da lui e dalle sorelle per dar vita alle storie di Angria e Gondal, primissime  prove narrative delle tre future celebri scrittrici.
Le sue lettere, scritte dal 1835 al 1848, indirizzate prevalentemente ad alcuni cari amici e corredate anche di alcuni disegni, sono spesso in bilico tra la lucidità e il delirio e riflettono un uomo spaesato, assorbito da una passione totalizzante e incapace di trovare il proprio posto nel mondo.
La traduzione e le note della bravissima Alessandranna D'Auria (che ho già apprezzato nelle altre opere bronteane pubblicate da Flower-ed *_*) ci offrono uno sguardo completo e non privo di un tocco di poesia su questa figura così tristemente trascurata da essere ormai spesso identificata solo con l'ombra che si intravede nel ritratto delle tre sorelle da lui stesso eseguito.

La figura cancellata di Branwell è davvero molto evidente!

Quest'anno, in cui ricorrono i duecento anni dalla sua nascita, si è tornati a parlare di lui e a porsi vari interrogativi sulla sua personalità e la sua triste sorte: fu egli talentuoso quanto o forse più delle sorelle, ma irrimediabilmente rovinato dallo scarso nerbo, dall'amore illecito per una donna sposata e dall'alcolismo? O fu piuttosto un ragazzo dalla fervida fantasia ma dal mediocre talento, che sarebbe stato oscurato dalle più talentuose sorelle anche se fosse riuscito a concretizzare la propria vocazione letteraria?
Non lo sapremo mai per certo. Ma la mia personale opinione, che nulla toglie alle sue colpe personali, è che su di lui, in quanto unico figlio maschio, gravassero troppe aspettative che non era in grado di soddisfare. A lui solo era stato concesso di fare studi più approfonditi, da lui ci aspettava che lavorasse anche per mantenere le sorelle...ma credo Branwell fosse uno di quei giovani che vivono più nell'irreale che nel reale, e che lo scontro con la dura realtà sia stato per lui fatale. Era Charlotte quella con i piedi per terra in famiglia: era lei l'imprenditrice, la capofamiglia reale. Forse se Branwell fosse stato una quarta sorella e avesse potuto, come Emily, rinunciare al lavoro per restare presso l'amata casa e dedicarsi solo alla scrittura e alla pittura (le sue due grandi passioni), le cose nella sua vita sarebbero andate diversamente: invece, in quanto maschio, subì quella che forse è una meno usuale ma comunque innegabile discriminazione di genere. Era portato per le lettere, ma ci si aspettava si guadagnasse da vivere come ogni vero uomo degno del rispetto della società in cui viveva. E purtroppo la sua morte precoce fu il triste risultato.

"Cosa farò non lo so-sono duro a morire e troppo miserabile per vivere".

Consigliatissimo, perché "non di sole Sorelle vive un bronteano" xD


Titolo: "E come un sogno la vita vola. Lettere 1835-1848"
Autore: Patrick Branwell Brontë
Traduttore e curatore: Alessandranna D'Auria
Editore: flower-ed
N. Pagine: 210
Prezzo cartaceo: 15 euro
Prezzo ebook: 7,99 euro (ma ora è in sconto estio a 5,49 euro)
Lo trovate qui.

A presto! :*

lunedì 17 luglio 2017

"Racconti", di Elizabeth Gaskell


Ciao a tutti! :D

Dopo aver letto "Delitto di una notte buia" ho assecondato ancora il mio mood gaskelliano fiondandomi anche sull'altro volume dedicato di recente a questa scrittrice da Edizioni Croce: il titolo è semplicemente "Racconti", e racchiude alcuni pezzi di narrativa breve della celebre-per fortuna ormai anche in Italia- scrittrice inglese.



Il presente volume non è, ve lo dico subito anche se è chiaro vista la mancanza nel titolo dell'aggettivo "tutti", una raccolta completa delle short stories gaskelliane: infatti, come potrete immaginare se sapete che l'autrice collaborava attivamente con alcune riviste dell'epoca, sono davvero numerosi e credo che in italiano non si trovino ancora proprio tutti. Ad ogni modo alcuni sono sparsi in varie raccolte: "La casa sfitta" (pubblicato da Jo March, trovate la recensione qui), "Le stanze dei fantasmi" e "Un Natale tutto per sé" (sempre di Edizioni Croce, trovate la recensione qui) ne contengono uno ciascuna in mezzo a racconti di altri autori; mentre "Storie di bimbe, di donne, di streghe" raccoglie alcuni di quelli "gotici" e "I fratellastri" è stato pubblicato in volume singolo sempre da Edizioni Croce. 

Questa nuova raccolta ne contiene dieci, di cui solo uno (Temporale e raggi di sole natalizi) è già apparso in Italiano proprio nella succitata raccolta natalizia: gli altri erano finora inediti in lingua italiana.
Ve li presento uno a uno :D

1) Casa Clopton
Racconto molto breve, in cui si parla di una dimora storica inglese che l'autrice ebbe modo di visitare. Descrittivo più che narrativo, ma molto suggestivo.

2) L'eroe del sagrestano
Un sagrestano racconta a due ragazzi un triste episodio di gioventù. Trovano qui spazio il tema del bullismo e delle sue conseguenze sulla vita delle persone, ma la Gaskell tende un raggio di sole ai suoi protagonisti e vuole sempre insegnarci qualcosa.

3) Le tre ere di Libbie Marsh
Una storia di "ordinaria santità", di quelle care all'autrice, dove un cuore buono e altruista vince sulla malattia, il dolore e le piccole meschinità dell'esistenza.

4) Temporale e raggi di sole natalizi
Piacevolissimo racconto a tema, che ha per protagoniste due famiglie in cattivi rapporti. Davvero perfetto per il periodo per cui è pensato ^^ Come vi ho già detto, lo trovate anche nella raccolta "Un Natale tutto per sé", pubblicata sempre da Edizioni Croce.

5) Il cuore di John Middleton
Forse il racconto che ho preferito. Davvero commovente assistere alla maturazione di questo ragazzo rozzo e incivile, John appunto, attuata per amore. Il protagonista sotto certi aspetti mi ha ricordato vagamente Martin Eden di Jack London.

6) Le vicissitudini domestiche di Bessy
Ehm, se quello precedente è il più bello direi che questo è più bruttino! Più che un racconto sembra un manuale per la formazione della perfetta casalinga fin dall'infanzia xD Scommetto che c'è lo zampino di Dickens! 

7) Casa Morton
Un racconto a dir poco affascinante che abbraccia tre generazioni di-sfortunata- vita di una celebre dimora aristocratica. Commovente ritratto della dignità-che talora sconfinava in stupidità e presunzione-di una classe sociale in declino.

8) Lo zio Peter 
Racconto dolce e luminoso di affetto e riconciliazione in famiglia, in puro stile Gaskell.

9) Storia di un proprietario terriero
Il proprietario terriero del titolo in realtà è un criminale, e in questo breve racconto emerge a tratti il lato dark dell'autrice.

10) Una visita a Eton
Anche quest'ultimo racconto è molto breve e racchiuso tutto nel titolo: due amici si recano infatti in visita al collegio di Eton, e uno dei due rievoca atmosfere e caratteristiche della sua permanenza lì.


Questa raccolta è la ciliegina sulla torta in una collezione gaskelliana che si rispetti!
Per quanto infatti io preferisca i romanzi dell'autrice ai suoi racconti, trovo che in alcuni pezzi di narrativa breve ella mostri davvero il meglio di sé, quindi non posso che consigliarvi di leggerli: non vi troverete nulla di profetico che strizzi l'occhio alla modernità-mai come nei racconti Elizabeth Gaskell era una donna ottocentesca a tutti gli effetti... d'altronde erano scritti per essere venduti e incontrare il gusto del popolo- ma un sano tuffo nel passato è sempre rigenerante, e a volte può ricordarci quanto siamo fortunati oggi, sotto tanti aspetti ^^

Titolo: Racconti
Autore: Elizabeth Gaskell
Editore: Edizioni Croce
N. Pagine: 336
Prezzo: 21,90 euro
Ebook non disponibile.

A presto :*

giovedì 13 luglio 2017

Presentazione di "Chiamatemi Elizabeth. Vita e opere di Elizabeth von Arnim"


Ciao a tutti! :DD

Oggi sono molto emozionata, perché come già saprete se seguite anche la pagina Facebook la casa editrice flower-ed ha pubblicato "Chiamatemi Elizabeth. Vita e opere di Elizabeth von Arnim", la piccola biografia che ho scritto! *_*



Ormai avrete capito che adoro approfondire la vita e le opere di quelle scrittrici del passato (un passato spesso neanche troppo lontano!) che sono ingiustamente poco note al grande pubblico e desidero siano riscoperte e lette, perché hanno ancora davvero molto da dire ai giorni nostri :D
Elizabeth von Arnim è una di loro. Ogni volta che ho letto un suo libro mi sono ritrovata a bocca aperta per la modernità dei temi che affronta e l' "affinità spirituale" che mi lega a lei: amava i libri, la solitudine, le montagne, i cani, i giardini ed era ironica, allegra e gentile...ma anche cinica quando necessario! ^^ Quindi è stata per me quasi un'esigenza approfondirne la figura.
Ho iniziato a presentarvela nella rubrica del blog cui tengo di più, Scrittrici nella brughiera (nel caso ve lo foste perso, l'articolo a lei dedicato è qui), ma poi un breve articolo non mi è bastato e anche grazie alla fiducia accordatami da flower-ed (casa editrice che è proprio sulla mia stessa lunghezza d'onda! :D) sono approdata a questo saggio.
L'ho intitolato "Chiamatemi Elizabeth" perché in realtà l'autrice si chiamava Mary Annette, ma già in vita fu identificata a tal punto con l'alter-ego letterario che l'aveva resa famosa, cioè la protagonista di "Il giardino di Elizabeth", da iniziare a firmarsi e farsi chiamare con questo nome! ^^
Le sue stesse opere,  incredibilmente autobiografiche, mi hanno aiutata nell'impresa di ricostruirne la personalità e i sentimenti... e il risultato è una biografia che coniuga la vita dell'autrice con l' analisi delle sue opere e dei temi a lei particolarmente cari.
Si tratta di un'opera molto breve: ma spero che anche lei possa essere, come la sua protagonista (che scelse questa celebre frase di Ariosto come proprio motto personale, in riferimento alla sua bassa statura! xD) "Parva sed apta" ("Piccola ma adatta") ^^

Se vi incuriosisce e volete leggerla la trovate sia in formato ebook che cartaceo ^^ Per ora il formato cartaceo si trova ancora solo su Lulu, ma tra qualche giorno anche su Amazon :D
Invece l'ebook è disponibile su tutti gli store online e in tutti i formati.

Titolo: "Chiamatemi Elizabeth. Vita e opere di Elizabeth von Arnim"
Autore: Carmela Giustiniani (ebbene sì, ho un nome napoletanissimo! xD)
Editore: flower-ed
N. Pagine: 94
Prezzo cartaceo: 12 euro
Prezzo ebook: 7,99 euro (ma è in sconto a 5,49 euro fino a fine agosto :D)

Mi raccomando se lo leggete fatemi sapere cosa ne pensate, ci terrei tantissimo! <3 A presto :*

mercoledì 12 luglio 2017

"Il mio nemico mortale", di Willa Cather


Ciao a tutti! :D

Visti i torridi pomeriggi estivi continuo a suggerirvi "libri-pillola", che offrono storie di qualità ma si leggono velocemente...perché non so voi, ma io da quando non sono più una beata studentessa con tre mesi estivi di vacanza riesco a leggere "mattoni" solo d'inverno xD
Il libro di cui parlo oggi è una novità Fazi fresca di stampa: "Il mio nemico mortale" di Willa Cather :D



Willa Cather (1873-1947), vincitrice del premio Pultizer nel 1923, è una scrittrice che ultimamente mi ispira molto (dovrei dedicarle un post in Scrittrici nella brughiera, quasi quasi... :D), perché dopo la consueta overdose di paesini inglesi (di cui non mi stanco mai xD) sento il bisogno ogni tanto di fare una capatina nei vasti e selvaggi spazi abitati dagli scrittori statunitensi! ^^
"Il mio nemico mortale" è il secondo romanzo che leggo dopo "La mia Antonia": anche se più che romanzo lo definirei racconto lungo. La protagonista è Myra Driscoll, una donna ricca dall'indole irruente che rinuncia a tutti i suoi averi per sposare l'uomo che ama. Anni dopo una sua giovane parente la incontra ed è tremendamente incuriosita da questa donna che ha sacrificato tutto per amore: sarà felice o pentita della scelta fatta?
Il contrasto tra ideale e reale e tra ragione e sentimento sono al centro di questo racconto che è come una gemma finemente cesellata: basti pensare che nonostante la brevità mi ha costretta ad annotarmi più passaggi interessanti di quanti solitamente me ne tocchino in opere molto più lunghe! *_*

"Tutti non fanno che parlare di quanto è bello essere giovani...ma come soffrono i giovani, invece!"


"La religione è diversa da tutto il resto; perché nella religione, cercare e trovare si equivalgono".



Il romanzo è disponibile anche in edizione Adelphi con lo stesso titolo ma aggettivo e nome invertiti ("Il mio mortale nemico" anziché "Il mio nemico mortale" xD).
Io però l'ho letto in edizione Fazi perché ammaliata dall'ipnotica copertina *_*

Titolo: Il mio nemico mortale
Autore: Willa Cather
Editore: Fazi
N. Pagine: 90
Prezzo Cartaceo: 9 euro
Prezzo ebook: 4,99 euro

A presto!  (se non mi sciolgo prima xD) :*

martedì 11 luglio 2017

"L'anello", di Georgette Heyer


Ciao a tutti! :D

Oggi vi recensisco un libro classicheggiante ma molto frivolo, che ben si sposa con la stagione in cui anche i neuroni vogliono giustamente andarsene un po' in vacanza... xD Si tratta dell'ultimo romanzo di Georgette Heyer pubblicato da Astoria, "L'anello".




Dopo averla vista citata nel saggio di Romina Angelici su Jane Austen (se vi siete persi la recensione la trovate qui) mi è tornata una voglia irrefrenabile di leggere Georgette Heyer: infatti tra le innumerevoli "imitazioni" della diletta zia Jane la Heyer spicca in modo particolare  per i suoi tantissimi romanzi ambientati nel periodo Regency, che riprendono in chiave ancora più ironica e spassosa temi e stilemi tipicamente austeniani.
"L'anello" è un romanzo breve ma dal ritmo incalzante e la trama vagamente "gialla": alla morte di un ricco nobiluomo inglese il suo legittimo erede, Ludovic, non può rivendicarne i beni in quanto anni prima è stato accusato di omicidio ed è latitante. Ma con l'aiuto di un algido parente che crede nella sua innocenza e di due giovani donne intraprendenti e assetate d'avventura forse riuscirà a scagionarsi dall'accusa...

Il romanzo era stato pubblicato anche dalla Mondadori con il titolo per me incomprensibile di "Talismano d'amore" xDD Dico incomprensibile perché l'anello cui allude il titolo della versione Astoria è proprio l'elemento che, se ritrovato, sancirebbe l'innocenza di Ludovic... ma non ha niente a che vedere con l'amore,  di solito piuttosto presente nei libri della Heyer ma qui trascurato a favore del mistero da risolvere.
La brevità dell'opera non mi ha impedito di apprezzare tantissimo i personaggi, in particolare quelli più buffi: come uno degli ospiti della locanda in cui si nasconde Ludovic, che dovrebbe essere un tutore della legge ma non capisce nulla di quel che succede davvero intorno a lui, e la romantica Eustacie, appena fuggita dalla Francia preda della Rivoluzione, che immagina quanto sarebbe romantico esser condotta alla ghigliottina e quando viene aggredita da un gruppo di contrabbandieri è felice di poter finalmente vivere un'avventura xD

Credo che la Heyer, e questo romanzo in particolare, sia particolarmente apprezzabile da coloro che hanno amato Northanger Abbey di Jane Austen e che in generale non disdegnano di veder dissacrare i temi dei romanzi classici! Oltre a voler leggere qualcosa di leggero e divertente ma che sappia comunque trasportare un po' indietro nel tempo ^^

Titolo: L'anello
Autore: Georgette Heyer
Editore: Astoria
N. Pagine: 248
Prezzo cartaceo: 17 euro
Prezzo ebook: 9,99 euro

A presto! :*

sabato 8 luglio 2017

"Delitto di una notte buia", di Elizabeth Gaskell


Ciao a tutti e buon weekend! :D

Quando sulla pagina Facebook vi ho chiesto quale delle due nuovissime uscite gaskelliane targate Edizioni Croce voleste vedermi recensire per prima avete risposto all'unanimità "Delitto di una notte buia": romanzo che incuriosisce, in effetti, a partire dal misterioso titolo! Eccovi dunque accontentati ^^


Innanzitutto è doveroso precisare che il titolo non fu scelto dall'autrice ma da... Charles Dickens! xD
Come ci racconta Francesco Marroni nella bella introduzione al volume infatti il romanzo fu commissionato alla Gaskell dal celebre scrittore affinché apparisse sulla rivista da lui diretta, "All the Year Round": il titolo originale era semplicemente "Delitto di una notte" ("That Night's Work") in riferimento a una frase pronunciata nel romanzo; ma Dickens, che quando ci si metteva sapeva essere piuttosto testardo e dispotico, aggiunse di sua iniziativa l'aggettivo "dark" per cercar di inserire il romanzo tra le fila delle sensation fiction che affollavano in quel periodo le librerie e le pagine delle riviste.
Il risultato di questa mossa un po' maldestra fu, oltre alla comprensibile stizza dell'autrice, anche lo scarso successo dell'opera: il pubblico infatti, credendo di trovarsi davanti a un romanzo dalle tinte forti e "dark" vide le proprie aspettative comprensibilmente deluse.
Forse è stato questo a gettare un po' nell'oblio quello che secondo me è uno dei romanzi brevi più magistrali usciti dalla penna della scrittrice: ha infatti un ritmo impeccabile, e nella sua linearità riesce a tenere con il fiato sospeso in attesa di sapere cosa ne sarà dei personaggi. 

Come è abbastanza consueto nei romanzi gaskelliani lo scenario d'esordio è un paesino della campagna inglese, con i suoi piccoli gentlemen e proprietari terrieri magari in ristrettezze economiche ma sempre superbi e orgogliosi del loro illustre lignaggio. Per quanto sia tre volte più ricco di ciascuno di loro e universalmente stimato, l'avvocato Wilkins è dunque sempre trattato come un inferiore dalla cerchia di vicini/clienti tra cui si trova a vivere, e lo stesso accade suo malgrado a sua figlia, la dolce Ellinor. Per tutta la prima metà del romanzo seguiamo la storia di questa famiglia ricca e felice su cui tuttavia incombe, come una nube scura, il presagio di una futura disgrazia:

"Il dolore giunse sulla monotona e piatta uniformità dei loro giorni marciando su di loro come un uomo in armi. Molto prima che Mr. Wilkins ne riconoscesse la forma, esso avanzava da lontano verso di lui-così come, è vero, si sta avvicinando a tutti noi in questo preciso momento; tu, lettore, e io, scrittrice, abbiamo un grande dolore che incombe su di noi. Può trovarsi oltre il punto più fioco del nostro orizzonte, ma nel silenzio della notte il nostro cuore trema e si ritrae al suono del suo passo che si approssima".

Non so a voi, ma a me queste parole hanno letteralmente messo i brividi per la loro veridicità! xD
Il delitto menzionato nel titolo dunque è annunciato, ma quando si verifica non è comunque il vero protagonista della vicenda, come il titolo farebbe pensare...infatti a occupare la scena principale è ciò che dal delitto deriva, ciò che alla Gaskell premeva di più analizzare: cioè il rimorso.
Della protagonista Ellinor, forse una delle meno caratterizzate tra le eroine dell'autrice, non sappiamo quasi nulla finché il rimorso non giunge a sconvolgerle la vita: solo allora il suo ruolo inizia a farsi più significativo, e il lettore soffre e gioisce con lei.
Sebbene Elizabeth Gaskell non sia un'autrice di romanzi a tinte forti (anche i suoi racconti gotici sono sempre piuttosto "gentili") il delitto è spesso presente in varie forme nei suoi scritti e in alcuni casi, come in Mary Barton, riveste anche una certa importanza, ma non è mai fine a sé stesso: l'autrice se ne serve infatti sempre e soltanto per i suoi scopi morali e didascalici. Un tratto, questo, che la rende subito riconoscibile e me la fa sempre apprezzare.

Devo confessarvi che non avevo grandi aspettative su questo romanzo, che all'inizio pensavo addirittura fosse solo un racconto lungo...e invece mi sono dovuta ricredere! Mi è piaciuto perfino più di La casa nella brughiera, il romanzo gaskelliano che gli è forse più affine per lunghezza e scenario narrativo.
Lo consiglio anche a chi non avesse ancora letto le opere più note dell'autrice, perché questo ne presenta alcuni tratti tipici ma è molto breve e privo di quelle descrizioni accurate tipiche dei romanzi più lunghi, che possono a volte rallentare la narrazione.

Titolo: Delitto di una notte buia
Autore: Elizabeth Gaskell
Traduttore: Mara Barbuni
Casa editrice: Edizioni Croce
N. Pagine: 280
Prezzo: 19,90 euro (ma si trova scontato online)
Non esiste in versione ebook.


A presto! :*

domenica 2 luglio 2017

"Tardi ti ho amato", di Ethel Mannin


Ciao a tutti! :D

Finalmente riesco a scrivere la recensione di un libro che ho finito da un po' e amato moltissimo, al punto da eleggerlo seduta stante (anche se siamo ancora solo a luglio!) "il libro dell'anno" 2017!
Si tratta di "Tardi ti ho amato", di Ethel Mannin!




Come dicevo l'ho finito da un bel po', ma lo recensisco solo adesso perché mi ha colpita in modo così profondo e intenso che ho dovuto aspettare un po', lasciar "sedimentare" in me tutte le sensazioni che mi ha trasmesso, prima di poterne parlare in modo completo e obbiettivo.
Perché certamente non è un libro perfetto, anzi. Quasi tutta la prima metà è molto lenta, e la vicenda decolla davvero, al punto da non far più scollare il lettore dalle pagine, soltanto a partire dalla seconda metà. Ma che metà!! *_* Da sola vale molti libri che magari sono coinvolgenti fin dalle prime pagine!
Ma andiamo con ordine. Comincio con il dirvi che Ethel Mannin (1900-1984), drammaticamente sconosciuta in Italia (oltre a questo è stato pubblicato qui solo un altro-UNO!- suo libro... -.-') è una scrittrice inglese interessante e incredibilmente affascinante. Attivista politica, antimperialista, antifascista e chi più ne ha più ne metta, ha trovato anche il tempo di scrivere quasi un centinaio tra romanzi e saggi di vario argomento (soprattutto viaggi!). Praticamente, sapeva come far sentire inetti noi comuni mortali che fatichiamo ad arrivare in fondo alla to do list giornaliera (per chi ne ha una, io me ne guardo bene xD).


Tra le sue innumerevoli opere la Castelvecchi ha scelto di pubblicare proprio "Tardi ti ho amato" perché è uno dei libri che Papa Francesco ha indicato tra i suoi preferiti, e non fatico a capire perché!^^  
Il protagonista della vicenda, Francis Sable, è un giovane scrittore dandy, cinico e irriverente, che tra un libro e l'altro si intrattiene nel demi-monde parigino con grande dispiacere della giovane sorella Cathryn, pittrice di talento che si sta avvicinando alla fede cattolica. I due hanno in comune fin da piccoli la passione per le scalate in montagna, e proprio durante una di queste un tragico evento cambia per sempre la vita di Francis.
Il titolo del libro è mutuato da una celebre preghiera di Sant'Agostino:

"Tardi ti ho amato, bellezza così antica e così nuova, tardi ti ho amato.
Tu eri dentro di me, e io fuori. 
E là ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature.
Tu eri con me, ma io non ero con te.
Mi tenevano lontano da te quelle creature che non esisterebbero se non esistessero in te.
Mi hai chiamato, e il tuo grido ha squarciato la mia sordità.
Hai mandato un baleno, e il tuo splendore ha dissipato la mia cecità.
Hai effuso il tuo profumo; l'ho aspirato e ora anelo a te.
Ti ho gustato, e ora ho fame e sete di te.
Mi hai toccato, e ora ardo dal desiderio della tua pace".

Questo pezzo è il vero e proprio leitmotiv della vicenda, e la presenza di Sant'Agostino- che doveva essere molto importante nella vita della scrittrice- è spesso celata ma costante fin dall'inizio. Credo di non aver mai letto un romanzo che scavi con tanto ardore e al contempo certosina precisione nell'evoluzione di un'anima e nella scoperta di ciò per cui è nata e che è stata chiamata ad essere fin dall'eternità, senza annoiare neanche per un attimo: questo grazie a una scrittura elegante ma anche incisiva, in alcuni punti addirittura "cinematografica" (quando ho letto una delle scene più importanti ero in stazione e stavo per perdere il treno, per quanto ero coinvolta xD)
Non vi dirò che non è un romanzo spirituale perché lo è eccome (sebbene sfugga ai facili stereotipi che possono colpire altri testi di questo genere), e dunque potrebbe non essere pienamente compreso da chi non ha (ancora) una visione trascendente della vita e degli avvenimenti che ci toccano.
Eppure mi sento di consigliarlo a tutti coloro che non si stancano mai di cercare nei libri un'"epifania", qualcosa di diverso dall'ordinario che li prenda e li scuota, portandoli a interrogarsi su chi siamo e cosa possiamo fare nel mondo.
Inutile dire che se invece già si ha fede, come me, non si può non esserne conquistati! :D Va proprio dritto al cuore e risponde a tante domande.

Il libro esiste anche in ebook ma in un'altra edizione, quella di "Corriere della sera- La biblioteca di Papa Francesco". Online è classificato, non so perché, in "narrativa rosa"...mah! ^^' Visto il basso costo è una buona soluzione per chi ne sia incuriosito ma non voglia investire nel ben più costoso cartaceo.

Titolo: Tardi ti ho amato
Autore: Ethel Mannin
Casa editrice: Castelvecchi
N. Pagine: 378
Prezzo cartaceo: 19,50 euro
Prezzo ebook (edizione Corriere della Sera): 4,99 euro.


A presto! :*